Le professioni più richieste in Europa: istruzione e sanità in testa

27 05 2014

Europa-Bandiera-Europea

 

 

Se state pensando a un’esperienza di lavoro all’estero (provvisoria o permanente), volete richiedere un trasferimento per cambiare aria nel vostro settore o addirittura cambiarlo ma senza travalicare i confini europei bisgona avere i dati giusti alla mano. Senza partire alla volta di nuovi continenti e in Paesi come la gettonatissima Australia – per poi trovarsi a lavorare in campagna, che non è affatto carente in Italia – ecco alcuni suggerimenti utili ad analizzare il mercato europeo del mondo del lavoro (esclusi i meno sofferenti Germania e Francia) e scegliere il territorio adatto a far fruttare le vostre skills.

Il rapporto della Direzione Lavoro e affari sociali della Commissione europea monitora le professioni che hanno registrato un maggior incremento, in termini di valore assoluto, equiparando il secondo trimestre dell’anno 2012 e quello del 2013. Al primo posto nell’Unione europea, con 157.800 dipendenti in più, si collocano gli insegnanti di scuola materna e primaria, al quarto – con un incremento di 103.900 unità – addetti alla cura della persona e operatori sociosanitari. Mediani gli analisti informatici e sviluppatori di app (+156.300) e professionisti della finanza (+114.100).

Per coloro i quali non intendessero abbandonare l’Italia ai primi posti di questa analisi vi sono le professioni di cura alla persona, sempre più importanti considerato l’invecchiamento della popolazione. Crescono inoltre il settore informatico e quello retail commerciale per le figure di  commessi e addetti alle vendite, derivanti dal costante investimento sul nostro territorio di brand affermati ed emergenti delle più importanti multinazionali che hanno letteralmente colonizzato i nostri centri commerciali.

1) Addetti alla cura della persona e operatori sociosanitari (+45.500).

2) Impiegati (+41.700).

3) Analisti informatici e svilupatori di app (+28.700)
La performance occupazionale in Spagna, come nel Sud dell’Europa in genere, non è brillante. La situazione è a dir poco allarmante per l’alto livello di disoccupazione, di gran lunga superiore alla media europea. Si salvano il settore primario e professioni tecniche altamente qualificate in ambito ingegneristico e scientifico, unici a registrare un valore positivo nel mercato spagnolo.

1) Lavoratori del settore agricolo, forestale e della pesca (+32.800)
2) Ingegneri (+24.000)
3) Specialisti in scienze fisiche e della terra (+11.000)
In Portogallo, tra il 2012 e il 2013 crescono mestieri e professioni tecniche o meno qualificate: commesse, operai del settore tessile e delle pellicce, personale di pulizia. Non esaltante, anche se degno di nota il dato degli insegnanti, che qui come altrove non occupano le prime tre professioni ma sono lenta crescita.

1) Commessi e addetti alle vendite (+18.300)
2) Operai del settore tessile, cuoio e pellicce (+15.500)
3) Addetti alle pulizie e collaboratori domestici (+14.800)
Per quanto riguarda la Grecia, i dati mostrano un risollevando per gli spazi di impiego riguardanti i lavori a termine e in particolare destinati ai giovani come camerieri e infermieri. Qualche segnale di ripresa  si segnala nel settore finanziario e in ambito informatico.

1) Camerieri e baristi (+8.900)
2) Infermiere e ostetriche (+7.900)
3) Altri mestieri non qualificati (+6.500)
La Gran Bretagna è il Paese dove più crescono le professioni di cura alla persona. Lo sviluppo del settore finanziario fa sì però che buone performance si registrino anche per professioni manageriali e legate al business. Lo UK rimane dunque un’ottima meta dove coniugare esperienza lavorativa e linguistica post lauream di prestigio.

1) Addetti alla cura della persona e operatori sociosanitari (+77.000)
2) Manager dei settori manifatturiero, costruzioni e distribuzione (+65.400)
3) Manager del settore commerciale (+44.500)
In acque non lontane, ma con destino differente, l’Irlanda. Il Paese, ha ripreso a creare occupazione dopo la grave crisi economica e i forti cambiamenti a livello regolamentare nel campo della finanza, registrandi le migliori performance occupazionali nel settore pubblico, in particolare uffici e scuola, ma anche i servizi danno segnali di risveglio in tal senso.

1) Impiegati d’ufficio (+7.800)
2) Insegnanti di scuola materna e primaria (+5.300)
3) Professionisti delle vendite, marketing e pubbliche relazioni (+4.600)
Spostandoci in Scandinavia, la Svezia registra il miglior dato di crescita nell’ Amministrazione e in ambito educativo, dove la prima infanzia rimane un importante serbatoio occupazionale.
1) Segretarie (+10.300)
2) Insegnanti della scuola materna e primaria (+8.800)
3) Personale amministrativo (+8.400)
In Danimarca, terra di confine con i Paesi nordici, gli ambiti professionali a maggiore crescita tra il 2012 e il 2013 riguardano le professioni tecniche e nello specifio del settore commerciale.
1) Tecnici delle scienze fisiche e ingegneristiche (+12.700)
2) Addetti alla cura della persona e operatori sociosanitari (+10.400)
3) Cassieri e addetti al registratore di cassa (+10.200)
Analizzando infine l’Olanda, notiamo come spicchi la crescita del settore professionisti, traghettato dalla vocazione commerciale del Paese e di un porto come Rotterdam affacciato sul nord Europa. Anche nei Paesi Bassi crescono le posizioni lavorative di insegnante, seppur fuori dai primi posti.

1) Professionisti in ambito legale, sociale e religioso (+55.800)
2) Infermiere e ostetriche (+38.600)
3) Impiegati adetti alla logistica e alle operazioni di magazzino (+36.900)
Da questo excursus lavorativo, agli albori di una ripresa economica, possiamo concludere che ogni Paese mostra segni di crescita nei rispettivi settori di forza, per caratteristiche territoriali, tradizione artigiana e vocazione commerciale. In media le professioni più richieste sono gli insegnanti e gli inferieri, i quali potranno muoversi nei confini europei con molta facilità. In presenza di ottime skills linguistiche ovviamente, lo stesso varrà per i giovani informatici e sviluppatori di app; l’esperienza come manager commerciale e finanziario resta comunque il passepartout per la scalata di questi settori in ascesa e l’occasione per tali professioni di riabilitarsi dopo i disastri mondiali causati che hanno portato alla crisi finanziaria globale.

fonte: kongnews.it

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