Dopo la maturità, studiare da artigiano

22 05 2014

hands of a craftsman

 

Sulla data, i ragazzi sono certi da mesi: partono il 18 giugno gli esami di maturità. Sulla strada da prendere dopo il diploma, i dubbi (invece) sono tanti. Tra l’esperienza di qualche amico, i sogni della famiglia, i consigli dei prof e (in primo luogo) il mercato del lavoro in rosso, le idee si accavallano. E la domanda finale è sempre la stessa: “devo andare ad ingrossare le fila di disoccupati?”. Certo, nelle ultime settimane, brochure/manifesti/info su stampa-web nonché incontri di orientamento nelle quinte classi delle scuole superiori non son mancati. Solo che oggi (più che mai) l’equazione è una: studio = lavoro.

Ma a rizzare bene le antenne, qualche segnale in questo senso si coglie. Se, ad esempio, vi attrae ‘il bello’…quello ideato da architetti e designer del legno…perché non cogliere al volo un iter formativo nuovo di zecca?

Aprirà i battenti a settembre e si tratta dell’ITS per il settore del Legno Arredo. Per diventare Tecnico del prodotto e del marketing. Per lavorare nella direzione commerciale di imprese che producono mobili e arredamenti: i mobili italiani sono 1° al mondo per qualità, design e finitura.

“Le aziende del settore, hanno bisogno di figure che hanno seguito coi propri occhi come si realizzano i pezzi d’arredamento – spiega Giovanni Anzani, presidente dell’Its – sappiano raccontarlo nei 5 continenti e prendere commesse”

E’ in Brianza, a Lentate sul Seveso che avrà sede il corso: è un biennio post maturità per un totale di 1800 ore (fra teoria e stage) e all’esame finale il Miur rilascia il diploma di Tecnico Superiore di V° livello. I posti disponibili (previo test d’ingresso) sono 25, la conoscenza della lingua inglese è titolo preferenziale, le iscrizioni sono già in corso: polo.formativo@federlegnoarredo.it Il plus che il nostro Paese storicamente detiene è l’abilità artigiana nel lavorare metallo, legno, marmo, pellame, tessili.

In una parola: la creatività. Forse, in ognuno di noi, c’è un infinitesimo del dna di Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Impossibili da carpire. “Non vogliamo che si disperda la ‘cultura del fare’ tipica dell’Italia – aggiunge Anzani –. Nel 2013, è già stato varato il ciclo quadriennale post scuola dell’obbligo per ‘i mestieri del legno’. Adesso vogliamo un megafono per lo step successivo: i nostri manufatti”.

La frequenza all’Its è lontana dai corsi di studio standard: è un mix che educa e stimola la voglia di capire i segreti del falegname, del verniciatore, del montatore, del tappezziere. Oltre che di chi progetta.

“Il nostro obiettivo è che l’Its crei interesse fra i neodiplomati di tutto il Paese. Ma anche fra quei laureati che mancano di know how specifico”.

autore: Laura Bonani
fonte: nuvola.corriere.it

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