I lavori che non ti renderanno mai un disoccupato

11 04 2014

lavoro

 

 

La crisi economica ha generato milioni e milioni di nuovi disoccupati: il 10,6% della popolazione nei Paesi Ue, l’11.9% in Europa ed il 13% in Italia non ha lavoro, peggio di noi solo Cipro e Grecia, mentre anche Spagna e Portogallo sorridono più dell’Italia. Nonostante questi dati terribili (ai quali vanno aggiunti quelli, enormi, relativi al numero di inattivi, cioè chi non ha un’occupazione ed ha smesso anche di cercarla perchè ormai rassegnato), ci sono però potenzialità professionali che restano molto appetibili, sia perché refrattarie alla crisi, sia perché nuove e molto richieste sul mercato.

Due le figure maggiormente spendibili: i tecnici (42,5) ed i commerciali (36,4). Tra i primi dominano le figure informatiche: programmatori, sviluppatori tecnologia mobile, analisti-programmatori, esperti software, disegnatori tecnici (settori dove studiare ed aggiornarsi ogni anno diventa un must!). Tra le figure commerciali spiccano profili specializzati, come agenti di commercio o persone abili a vendere su Internet o nell’import-export.

A ridosso di queste due macro-figure troviamo gli assistenti socio-sanitari, perché con l’età media in cui si muore in costante aumento, sono sempre più necessari specialisti capaci di accudire e curare da casa persone anagraficamente molto anziane. Tra le professioni nuove più richieste invece, spiccano gli esperti in comunicazione con i nuovi media (social media marketing, community manager, esperti in web marketing).

Se avete la possibilità di formarvi in questo periodo della vostra vita, quelli enunciati sopra rappresentano i filoni nei quali assolutamente specializzarvi. Il ramo della programmazione informatica è particolarmente fecondoenon richiede per forza una laurea in ingegneria informatica o in informatica, perché esistono in Italia corsi di formazione che in 6 mesi – 1 anno vi trasformano in programmatori…o addirittura società che, vista la grande necessità, sono pronte a formarvi per poi assumervi……Se sei giovane (meno di 35 anni) ed hai una laurea anche in altro settore, devi sapere che in Italia mancano almeno 15mila programmatori che le aziende stanno cercando.

fonte: news.biancolavoro.it





Progetto Torno Subito: investire nei giovani italiani

10 04 2014

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Un’esperienza di lavoro o formazione, per gli under 35, con un biglietto per l’estero di andata e, soprattutto, ritorno.

Avere nel proprio CV un’esperienza all’estero è una nota di merito che risalta agli occhi di ogni human resourcer, ma spesso non è sufficiente a garantire una via preferenziale nell’inserimento lavorativo del giovane laureato. Si perde così la fiducia nel canale nazionale come ‘path to land a job‘, come percorso principale per ottenere un posto di lavoro.

Avanza così l’idea di cercare impiego oltre i confini, magari con l’aiuto di portali europei dedicati come Eures (www.ec.europa.eu/eures) che consentono a giovani e aziende di creare uno spazio d’incontro fra la domanda e l’offerta di stage e lavoro nella Comunità Europea. Le politiche del lavoro EU prevedono inoltre incentivi per la mobilità, finanziando addirittura il viaggio per sostenere la job interview, ovvero il colloquio in vista del primo lavoro all’estero.

Non approfondiamo qui le altre opportunità che la mobilitazione europea offre ai giovani studenti e laureati del Vecchio Continente dal Comenius e Grundtvig, per l’istruzione e la didattica scolastica, all’Erasmus, per l’esperienza universitaria (semestrale o annuale) negli atenei esteri fino al Leonardo, con l’opportunità di effettuare uno stage presso un’azienda dei 27 Paesi dell’Unione.

Terminata la propria esperienza sociale, personale e lavorativa, mentre si chiude la valigia e si effettua il check-in online, iniziano a salire gli stessi dubbi in tutti i giovani italiani che si apprestano a far ritorno a casa: ma con tutte le opportunità che ci sono all’estero, faccio bene a tornare in Italia? Occorre non più solamente incentivare i nostri giovani all’esperienza estera per arricchire il proprio profilo professionale, ma le politiche economiche per il lavoro devono mantenere saldo il cordone ombellicale per non rischiare di perdere i ‘propri figli’, quelli che l’Istruzione Pubblica ha nutrito e cresciuto fino al tremendo impatto con il mondo del lavoro e la precarietà dei rapporti lavorativi dai quali la Politica italiana non ha provveduto a salvaguardarli. Secondo l’Ocse, sommando la spesa sostenuta dallo Stato per consentire a un giovane di raggiungere il diploma in 13 anni di studi (nella migliore delle ipotesi) e successivamente di laurearsi in altri 5 anni, in Italia si spendono 124mila euro pro capite che anziché essere usufruiti in Italia, finiscono con per ‘arricchire’ altri Paesi.

In quest’ottica di protezione degli investimenti nasce a cura l’Assessorato regionale Formazione, Ricerca, Scuola, Università della Regione Lazioil Progetto Torno Subito, un programma di formazione e sperimentazione di esperienze professionali a valenza formativa, rivolto ai giovani con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati nel Lazio da almeno da 6 mesi, sia studenti che laureati, i quali avranno la possibilità di svolgere un’esperienza di studio o lavoro all’estero ad un’unica condizione, ovvero tornare nel nostro Paese per reimpiegare le conoscenze e le competenze acquisite per promuovere lo sviluppo ed il rilancio del nostro sistema economico.

Saranno previste due fasi del progetto: nei primi 8 mesi, il partecipante potrà attivare una specifica attività formativa presso una struttura UE qualificata o realizzare un percorso di work experience presso uno dei soggetti indicati nel bando, mentre la seconda fase, della durata minima di 4 mesi, prevede il reimpiego delle competenze acquisite presso il partner localizzato nel territorio della regione Lazio, assicurando un’indennità mensile di 400 euro. Per la descrizione completa del progetto e tutte le info riguardanti il contributo FSE ammissibile per proposta progettuale, la durata e presentazione delle domande da parte dei candidati, consultate il sito della regione Lazio www.regionelazio.it nella sezione Formazione.

Questo non è che un esempio di buona politica rivolta alle giovani generazioni, un piccolo focolaio di luce ne ‘La Grande Ombra’, storpiando l’ormai celebre successo cinematografico di Paolo Sorrentino, nello scoprire il ritratto grottesco di un Paese assopito nella culla della propria bellezza, dove caste professionali e politiche difendono in maniera astuta i propri privilegi e canali d’ingresso, per cui molti ragazzi e ragazze under 30, decidono di restare fuori dallo Stivale, magari arrangiandosi con lavori e lavoretti extra curriculari per mantersi autosufficienti e nel frattempo cercare un canale d’inserimento meritocratico che il Bel Paese sembra non avere nel proprio Dna. In molti resistono e con capacità e caparbietà entrano nel mondo del lavoro e nel proprio settore dalla porta principale, non facendo ritorno in Italia.

L’eccezione esalta l’italianità, ma quel che ormai spesso sta diventando una regola, finisce per debilitare il nostro Paese, sempre più orfano a causa del Brain Drain, il tristemente e ormai famoso fenomeno dei cervelli in fuga, una perdita di qualità e spinta al cambiamento della classe dirigente che dovrebbe rinnovare l’Italia creando nuove prerogative e le basi per lo svecchiamento del Sistema italiano. Si potrebbe e Si può cantava Giorgio Gaber non senza un certo cinismo nei confronti della “razza italiana che è vivace e battagliera”, ma allo stesso tempo bifronte e conservatrice nel garantire le fondamenta del proprio immobilismo quando “siamo noi che possiamo cambiar tutto a patto che si lasci tutto come era”.

fonte: kongnews.it





La formazione aumenta i fatturati!

9 04 2014

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E’ vero : la formazione aumenta i fatturati. Anche uno strumento apparentemente immateriale e difficilmente quantificabile come la Formazione aumenta i fatturati della tua azienda o di te stesso, se sei un lavoratore autonomo. Infatti, sarà capitato anche a voi di non comprare più un oggetto o di non procedere all’acquisto di un servizio perché il vostro interlocutore , nel momento decisivo, non ti ha dato l’informazione giusta o non ti ha trasmesso tutta la fiducia e la competenza che ti aspettavi di dover ricevere. Ebbene, quella cosa che vi ha fatto fare un passo indietro ed ha fatto si che non siate diventati un Cliente di chi avevate di fronte si può identificare anche in una mancanza di formazione da parte del vostro interlocutore.

Immagine se quell’interlocutore , imprenditore o professionista o lavoratore autonomo, ogni giorno perda, magari, 2 clienti per quella motivazione : il non aver saputo fornire la giusta informazione al momento opportuno. Anche un solo Cliente perso al giorno (e per chi è al contatto diretto con il pubblico è del tutto possibile) moltiplicato per 260 giorni lavorativi annui fa 260 potenziali Clienti persi in un anno . Ipotizziamo che ogni Cliente porti un guadano di € 50 , allora, fa la bella cifra di € 13.000 persi in un anno a causa della propria mancanza di Formazione.

Troppo semplicistico ? Forse . Ma vediamo perché , invece, è proprio così. Qualunque lavoro noi svolgiamo : imprenditoriale , professionale o dipendente, quello che noi applichiamo per generare un reddito è o il nostro tempo o il nostra sapere , più spesso la fusione di entrambi. Anche un lavoratore dipendente, che quindi viene retribuito fondamentalmente in base al tempo, se ha più formazione e più conoscenze rispetto ad altri colleghi, a parità di altre condizioni, potrà essere sempre favorito nelle scelte aziendali (fatte salve logiche e scelte che nulla hanno a che vedere con le buone pratiche di management..) . All’estremo opposto del lavoratore dipendente, ci sono i super esperti che vengono retribuiti, in maniera spesso elevatissima, per il valore della propria conoscenza e, quindi, per i consigli e le strategie che sono in grado di attuare.

Ma che fare se non ci si trova in nessuna di queste due situazioni ed , invece, si è un “semplice” lavoratore autonomo , commerciante, venditore o libero professionista? Sicuramente, formare i propri talenti e la propria autorevolezza rispetto all’attività che si svolge. In una maratona non contano i 42 km percorsi se non si riesce a completare gli ultimi 195 metri … Allo stesso modo, se un commerciante non riesce a convincere i propri Clienti rispetto ai prodotti che vende, sarà un commerciante che non avrà successo. Non basta arrivare a convincere il Cliente al 95% , bisogna convincerlo al 100% .

Spesso, quel 5% in più è proprio la Formazione . Formazione tecnica, di prodotto, di processo, commerciale, relazionale , di comportamento , linguistica, etc. A volte basta sapere come modulare il tono di voce e come introdurre le giuste motivazioni per essere convincenti ed essere apprezzati da chi ci sta di fronte. Infatti, la maggiore Conoscenza , dei propri prodotti o dei propri servizi, ci porta ad essere pronti ad affrontare qualsiasi obiezione o richiesta ed a fugare i potenziali dubbi che limitano e bloccano la decisione del Cliente .

Dalla maggiore Conoscenza discende necessariamente una maggiore Competenza. Non dimentichiamo che il Cliente riconosce la Competenza molto più spesso di quanto noi pensiamo. Pertanto, un Cliente che riconosce la maggiore Competenza utilizzerà inconsciamente una delle più importanti leve che spingono una Persona a decidere di acquistare , ovvero , fidarsi dell’Autorevolezza di chi gli sta di fronte. Di conseguenza dalla Conoscenza e dalla maggiore Competenza deriva una maggiore Efficacia. L’Efficacia è , infatti, il fattore che ci fa portare a conclusione il processo economico a base dell’attività imprenditoriale o professionale .

Pertanto, Efficacia = Capacità di portare a termine positivamente i propri obiettivi. Ovviamente, se grazie ad una maggiore Efficacia riusciamo a portare a termine i nostri obiettivi in misura superiore alla media, questo, con riguardo al nostro ambito imprenditoriale o professionale, significa avere una percentuale superiore di successi nel nostro lavoro e , conseguentemente, un Maggiore Fatturato o reddito in generale . Se pensate che questo sia un ragionamento astratto , chiedetevi perché chiunque , se ha bisogno di un medico cerca quello più bravo o fa la stessa con un avvocato. Questi e tanti altri professionisti fondano la loro competenza sulla formazione qualificata e continua.

Perché, quindi, un Cliente non dovrebbe cercare per le proprie necessità anche il venditore più bravo, o il ristoratore o l’artigiano o il negoziante, etc. “Investite nella vostra mente le poche monete che avete in tasca e la vostra mente si riempirà le tasche di monete” lo diceva Benjamin Franklin nel ‘700 e mai come oggi è un pensiero attuale .

fonte: passalaparola.net





People first: il capitale umano è la forza del nostro paese

4 04 2014

capitale umano

 

La sfida globale si gioca sulla conoscenza, che è il motore dell’innovazione e di ogni processo di cambiamento, dentro e fuori le aziende. Per produrre conoscenza occorre capitale umano e sociale qualificato. L’Italia è pronta? Non ancora. La popolazione presenta un ritardo nell’istruzione e nelle competenze, dovuto soprattutto a una formazione di qualità inferiore e di più breve durata. La scuola e l’università sono le principali istituzioni a cui è affidato il compito di formare le nuove generazioni, ma oggi sono chiamate a ripensare il proprio ruolo in funzione delle sfide, sempre più complesse, che i giovani affronteranno nel prossimo futuro. Il Convegno Biennale di Confindustria, partendo dalla ricerca svolta dal Centro Studi in collaborazione con studiosi di diverse università, mette a fuoco l’importanza del capitale umano e sociale per il destino dell’Italia e offre alla pubblica riflessione un insieme di proposte di riforma per colmare i ritardi sul fronte dell’istruzione e della formazione. Se vuole uscire dalla crisi, affrancandosi al contempo dalla bassa crescita che anche prima l’affliggeva, l’Italia non ha scelta: deve puntare sui propri talenti, deve scommettere sulla conoscenza.

Biennale CSC 2014

fonte: confindustria.it





Finanziamenti UE alle PMI: i bandi Horizon 2020 e COSME

2 04 2014

Finanziamenti-UE

 

 

Da quest’anno, le PMI possono accedere alle linee di finanziamento agevolato previste dai nuovi Fondi Europei: i programmi UE Horizon 2020 e COSME, che offrono una grossa  opportunità di sostegno agli investimenti in innovazione, ricerca e internazionalizzazione a beneficio della competitività. Vediamo di seguito le informazioni utili per accedere ai bandi.

Horizon 2020

Horizon 2020 è il nuovo programma UE per che finanzia le attività di Ricerca e Innovazione dopo quello FP7: rispetto a quelli passati, copre tutte le fasi di progetto: dallo sviluppo dell’idea all’approdo sul mercato, con un’attenzione particolare all’impatto sulla società di quanto realizzato grazie ai finanziamenti.

In vigore dal 1° gennaio, (avvio dei bandi dal primo marzo), si articola in tre priorità, Excellent Science, Industrial Leadership (compresa l’innovazione nelle PMI) e Societal Challenges, con la dotazione finanziaria più robusta di sempre: 80 miliardi da tradursi in bandi accessibili a chiunque. La novità è che la Commissione Europea potrà riorientare parte dei finanziamenti con la revisione di metà percorso, in base ai bisogni o ai risultati al momento ottenuti. Inoltre, si lavora all’integrazione con i fondi strutturali, per concentrare le risorse regionali sui progetti di Ricerca, combinando gli obiettivi dei due programmi.

COSME

Il Programma COSME 2014-2020 per la Competitività di imprese e PMI opera in continuità con il Programma quadro 2007-2013 CIP (Programme for the Competitiveness of enterprises and SMEs) ma semplifica le procedure per accedere ai finanziamenti e il ricorso agli strumenti finanziari. L’obiettivo è creare un ambiente favorevole alla nascita e crescita delle PMI per promuovere l’imprenditorialità facilitando l’accesso al credito e l’internazionalizzazione.

Il budget è di circa 2,3 miliardi di euro, il 60% dei quali destinato agli strumenti finanziari previsti dll’obiettivo “Accesso al credito”. La programmazione è annuale e ha già rodotto bandi in ambito competitività europea, internazionalizzazione e cluster per PMI e Turismo. Possono accedere ai bandi:

  • imprenditori già attivi sul mercato, in particolare PMI (accesso semplificato a fondi per sviluppo, consolidamento o crescita del business);
  • aspiranti imprenditori (sostegno nella realizzazione dei progetti d’impresa);
  • pubbliche amministrazioni (strumenti per migliorare le condizioni per fare impresa).

Strumenti finanziari

Ifinanziamenti dei due programmi sono complementari in quanto a categorie di imprese o progetti beneficiari, simmetrici in quanto a strumenti utilizzati. Accesso al credito (garanzie sui prestiti alle PMI, prestiti diretti, garanzie a intermediari finanziari che concederanno i prestiti, combinazioni di prestiti e garanzie, garanzie o controgaranzie).  L’intervento si articola in due finestre, una nel quadro di COSME per i progetti più piccoli e  l’altra in quello di Horizon 2020 per i progetti più grandi, che si attiveranno in base a due criteri: entità del finanziamento e grado di innovazione del progetto. COSME predilige progetti orientati alla crescita, Horizon 2020 all’innovazione e ricerca. Equity per sostenere fondi d’investimento che forniscano capitale di rischio (venture o mezzanine) al sistema produttivo. A seconda del tipo di impresa si attiva l’uno o l’altro programma: COSME guarda ai progetti di investimento in imprese che hanno già superato la fase iniziale di sviluppo e desiderano espandere la propria attività (growth stage),  “Horizon 2020” a quelle innovative in fase iniziale di sviluppo (early stage).

Link e approfondimenti

fonte: pmi.it





Le imprese italiane vogliono personale competente

2 04 2014

lavoro

 

 

Si attesta al 33 la percentuale delle imprese private per cui è necessario rafforzare conoscenze e skills del proprio personale. È questo uno dei dati che emerge dall’ultima indagine Isfol sui fabbisogni professionali.

In Italia imprenditori e responsabili di aziende ritengono investire sulle competenze mediante attività di aggiornamento, di affiancamento o con la partecipazione a corsi di formazione.

Tra i settori economici in cui si registra una maggiore domanda di formazione si segnala quello industriale con particolare riguardo alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (50%), fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e fabbricazione di prodotti chimici (42%), farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (41%). Nel comparto dei servizi significativo il settore delle attività finanziarie e assicurative (45% sul complesso del comparto) e quell’informazione e della comunicazione (44%).

Per quanto attiene invece alle professioni che necessitano di più aggiornamenti nelle prime posizioni si collocano quelle legate alle attività commerciali e nei servizi (25%); degli artigiani, operai specializzati e agricoltori (23%); delle professioni tecniche (20%) e quelle legate ai lavori di ufficio (18%).

Altro aspetto significativo dello studio è quello legato al territorio. Sono infatti le regioni meridionali, nello specifico Basilicata, Molise, Sardegna, Campania e Puglia, quelle nelle quali le imprese esprimono una maggiore domanda di formazione con percentuali superiori alla media nazionale.

fonte: isfol.it