Un giovane su due trova lavoro a tre anni dalla qualifica

28 03 2014

lavoro e formazione

 

 

La seconda indagine Isfol sugli esiti occupazionali e formativi dell’IFP evidenzia che il 50% dei giovani risulta occupato a più di tre anni dalla qualifica. Un dato che conferma come i percorsi triennali di Istruzione e Formazione rappresentino un buon canale di accesso al mercato del lavoro per i giovani nella fascia di età tra i 18 e i 24. Si nota, tuttavia, un andamento negativo rispetto alla precedente rilevazione di tre anni fa quando la percentuale degli occupati era pari al 59%. Questa situazione di maggiore fragilità sul versante lavoro traspare anche sul versante della disoccupazione: a tre anni dalla qualifica, infatti, risulta disoccupato il 42% del campione contro il 27% della precedente indagine. Diminuisce il numero dei giovani in formazione e studio che passano dal 9,7% di tre anni fa al 6,6% insieme a quello degli inattivi che dal 4% arrivano all’1,3% .

L’indagine Isfol, inoltre, mette in evidenza che la maggior parte del campione di giovani indagato, ossia 5.000 qualificati nell’anno scolastico 2008/2009, ha trovato lavoro venendo dalle agenzie formative (55%) contro il 38% di quelli provenienti dalle scuole. Rispetto, invece, alle caratteristiche dell’occupazione la ricerca rileva che la maggioranza dei qualificati riveste una posizione lavorativa da dipendente (85,6%), mentre l’8% è autonomo e il 6,4% ha un contratto atipico. La forma contrattuale più diffusa tra i lavoratori dipendenti è l’apprendistato, mentre un quarto dei dipendenti ha un contratto a tempo determinato, ciò a conferma che l’ingresso nel mercato del lavoro  anche per i qualificati è segnato quasi generalmente da  rapporti di lavoro instabili.

Relativamente alla soddisfazione per il lavoro svolto circa il 60% degli intervistati afferma che il lavoro ottenuto è coerente in tutto o in parte con il corso di qualifica professionale che ha frequentato. Esiste tuttavia una cospicua minoranza (39,8%) che percepisce un disallineamento. Circa l’83% rifarebbe la scelta di iscriversi ai percorsi IFP e, in una scala da 1 a 10, il voto medio che danno all’esperienza formativa svolta è di 8,4.

Per concludere, la filiera della IFP si conferma come un canale efficace nel rispondere ad una duplice funzione: di professionalizzazione per coloro che scelgono “vocazionalmente” di formarsi per una specifica figura professionale e che puntano ad un più veloce inserimento nel mondo del lavoro; di ri-motivazione e recupero all’apprendimento per coloro che preferiscono modalità formative basate sull’esperienza, la pratica, la laboratorialità e lo stage.

fonte: isfol.it

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