Business Angels: come farsi finanziare un progetto

21 03 2014

business angel

 

 

Un’opportunità da prendere in considerazione per farsi finanziare un progetto imprenditoriale originale e innovativo. E’ quella che viene dai Business Angels, che aiutano i giovani imprenditori ad avviare le loro start up. Investitori “informali”, self-made man, in media di 50 anni e imprenditori (talvolta in pensione) con cospicui patrimoni personali (tra i 500 mila e i 2 milioni di euro) che decidono di mettere a frutto la propria disponibilità finanziaria per la realizzazione di idee nuove ma soprattutto potenzialmente molto redditizie.

Quando si ha un’idea imprenditoriale da voler sviluppare, per quanto questa possa ritenersi valida e brillante, l’ostacolo maggiore è sempre lo stesso: trovare i finanziamenti per farla partire. E in questa fase di solito i neo-imprenditori cercano sostegno in famiglia (laddove sia possibile) o presso le banche, che purtroppo però risultano quasi inaccessibili. Ci sono poi i fondi comunitari per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile. Ma in alcuni casi si può pensare di rivolgersi ad un Business Angel.

A differenza di un venture capital (che gestisce fondi terzi), il Business Angel impiega il proprio denaro (che a seconda dei casi oscilla su cifre da 50mila a 500mila euro) per sfida, passione per gli affari, prestigio personale ma soprattutto per un ritorno economico. Il valore aggiunto da tenere in debita considerazione è il fatto che l’Angel partecipa attivamente al progetto mettendo a disposizione anche esperienza e competenza nel settore, capacità manageriali e abilità gestionali. Bagaglio prezioso per il giovane che si affaccia per la prima volta ad un’attività imprenditoriale.

Per riuscire ad ottenere un finanziamento da un Business Angel bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti basilari e inderogabili. Innanzitutto l’idea deve essere originale, innovativa e con un potenziale economico talmente attraente in prospettiva da convincere l’investitore. Basti pensare che Google è nato così. La maggior parte di questi privati opera ed investe proprio nei settori dell’ high tech, del software, delle nanotecnologie, delle energie rinnovabili ma soprattutto degli intangibile asset, marchi e brevetti del calibro per intenderci di Facebook, Twitter, Skype. In secondo luogo bisogna essere disposti (e in grado) di investire comunque una parte di capitale personale nella propria idea. Di solito chi propone il nuovo progetto si fa carico almeno del 20% dei costi, tra cui è necessario prevedere anche l’affiancamento di professionisti come avvocati e commercialisti che seguano la fase di elaborazione del business plan e aiutino a formulare la richiesta di finanziamenti presso gli investitori. Infine è necessario prepararsi in modo adeguato al lungo processo (fino a sei mesi) di “due diligence” per l’approvazione finale: target, penetrazione del  mercato, obiezioni sulla concorrenza, strategia di marketing da adottare e processi tecnologici da attivare.

Il Network dei Business Angels Italiani si chiama Iban ed è presente sul web con un portale dedicato. Per inoltrare la richiesta è necessario scaricare l’apposito format per la redazione del business plan (molto dettagliato) da inviare online. Se il progetto viene ritenuto degno di nota si passa alla fase successiva di selezione, che prevede il contatto con potenziali Angels interessati. Fino a giungere eventualmente all’agognato sì finale.

fonte: news.biancolavoro.it

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