I lavori emergenti a contatto con l’ambiente: dall’agritata al muratore ecologico

26 02 2014

green jobsDall’agritata all’agriscultore, dal muratore ecologico all’erborista 2.0, dal tutor dell’orto in città al tintore naturale di tessuti anallergici, dall’affinatore di formaggi fino a chi ha recuperato la canapa in tutte le sue molteplici possibilità di impiego, sono queste alcune delle nuove figure professionali che, in una drammatica situazione di crisi e disoccupazione record, sono nate e si sono affermate e che sono state presentate all’Assemblea elettiva dei Giovani Coldiretti.

La possibilità di stare in campagna a contatto con la natura è la motivazione principale per il 33 per cento ma – sottolinea la Coldiretti – c’è un rilevante 24 per cento che vede nel settore una vera opportunità di business. In Italia vedono una prospettiva di lavoro futuro nell’agricoltura e nel cibo quasi uno studente su quattro con ben il 23 per cento degli iscritti al primo anno delle scuole secondarie superiori tecniche e professionali che ha scelto per il 2013/2014 un indirizzo legato all’agricoltura e all’enogastronomia, secondo una analisi della Coldiretti . Una tendenza che è confermata anche dai livelli superiori con le iscrizioni alle Facoltà di scienze agrarie, forestali ed alimentari che hanno fatto registrare la crescita piu’ alta nel periodo considerato con un aumento del 45 per cento, sulla base di una ricerca Datagiovani. Lo dimostra anche l’andamento nel settore primario dove, a testimonianza del processo di rinnovamento in atto, quasi un’impresa agricola italiana su 3 è nata negli ultimi 10 anni. Nell’agricoltura italiana il 7,2 per cento dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed è alla guida di 58.663 aziende. Di queste circa il 70 per cento – continua la Coldiretti – opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.

“I giovani incarnano le potenzialità e la forza del nostro territorio – ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo -: un tessuto produttivo ricco, capillare, che coinvolge milioni di uomini e che per le sue caratteristiche rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee”. C’è chi, come Sara Beccaria di Montelupo Albese in Piemonte, ha deciso di diventare un’agritata ed accogliere nella sua azienda bambini dai 3 mesi ai 3 anni , seguendo un progetto pedagogico specifico che porta alla riscoperta della natura, della stagionalità e delle eccellenze dell’agricoltura italiana. L’obiettivo dell’agritata – afferma la Coldiretti – è quello di offrire un servizio di alta qualità per le famiglie, valorizzando gli aspetti della ruralità, con l’accoglienza dei bambini nel contesto dell’azienda agricola. In azienda infatti i bambini possono trascorrere molto tempo all’aria aperta, scoprire come cambiano i colori e i profumi con l’alternarsi delle stagioni, familiarizzare con alcune semplici attività agricole come prendersi cura degli animali e delle piante, sempre in un’ottica educativa. I bambini sono affidati ad una specifica Agritata, scelta dagli stessi genitori con la quale si instaura un rapporto di completa fiducia. L’affidamento esclusivo ad un’unica agritata consente di offrire percorsi educativi personalizzati per ogni bimbo, nei modi e nei tempi più giusti. Ovviamente i genitori possono condividere con la Agritata il percorso di crescita del piccolo in maniera costante. Mirko Raguso di Gravina in Puglia, invece, ha deciso di diventare un muratore ecologico sperimentando con successo la prima mattonella di paglia. Partendo dal riutilizzo di scarti dell’agricoltura, Mirko – sottolinea la Coldiretti – realizza un prodotto tecnologico e innovativo costituito da un sistema di coibentazione di ridotte dimensioni, che riescono a garantire le più elevate prestazioni energetiche previste dalle vigenti norme di legge. L’obiettivo del prodotto finale è quello di raggiungere il miglioramento delle performance energetiche e ambientali degli agglomerati urbani, attraverso l’incremento delle prestazioni di efficienza energetica e la riduzione dei consumi delle risorse.

E ancora Luca Romiti di Pistoia è diventato un agriscultore attraverso l’arte topiaria. Luca – sottolinea la Coldiretti – è un vero e proprio artista capace di trasformare la natura in scultura con la consapevolezza che tutto può essere riprodotto con estro dal genio e dalla natura. Con piccoli e semplici attrezzi del mestiere, il maestro topiario crea meravigliose sculture viventi. Dal primo seme all’ultima sforbiciata è tutto un intrecciarsi di rami e di foglie che si impersonificano. Durante il lavoro nulla può sfuggire dalle mani del maestro. Sono passati ormai un bel po’ di anni dalle prime forme artigianali realizzate con l’anima di metallo, ma ancora oggi Luca è alla ricerca costante della perfezione. Dal primo innesto fino alla scultura ci si impiega circa tre anni, ma queste opere continuano a vivere e ad essere modellate, così come la sua impresa che non ha mai smesso di crescere. Anche se le sue opere hanno fatto il giro del mondo, in azienda è tutto made in Italy, Luca non si lascia affascinare dalle tentazioni di un mercato globalizzato e industriale. Daniela Carofiglio di Casamassima in provincia di Bari, invece ha scelto di diventare un tintore naturale di tessuti anallergici, utilizzando al meglio i prodotti della sua azienda agricola: ortaggi, frutta e piante tintorie. La gamma dei suoi prodotti con cui colora in modo del tutto naturale i tessuti – sottolinea la Coldiretti – è estremamente variegata: dalla cipolla rossa e dorata, alla rapa rossa, dal cavolo viola ai carciofi, per non parlare dell’edera, dei mirtilli, delle bacche di sambuco, delle foglie di ulivo, del melograno, della camomilla, dell’ortica, della liquirizia, dell’ortica che donano delle sfumature di colore, uniche e originali, ad ogni tessuto anallergico.

Federica Ioanna di Biccari in provincia di Foggia ha deciso di abbandonare il suo lavoro da veterinario per diventare affinatrice di formaggi trasformandosi in un abile mastro casaro che concia il formaggio con spezie, aromi e gustosissime miscele per farlo diventare unico e straordinario. In particolare, Federica concia i sui formaggi, dopo averli fatti stagionare per alcuni mesi in tantissimi modi: con crusca di grano duro, in miscele di olio extravergine di oliva aromatizzato con alloro, rosmarino, erba cipollina, affogato in botti di legno colme di vino o avvolto in pregiate vinacce e molti altri ancora. Ogni suo formaggio quindi diventa un’opera d’arte richiestissima dai consumatori più attenti e ricercati. Fabio Bizzarri in Toscana ha scelto invece di diventare un vero e proprio tutor dell’orto, collaudando con grande successo il suo primo kit, un po’ gioco, un po’ passatempo, che risulta davvero strepitoso per realizzare – sottolinea la Coldiretti – in poco spazio un piccolo orto fuori suolo adattabile a tutte le situazioni abitative, a casa come a scuola, anche in assenza di un giardino. L’obiettivo di Fabio è quello di avvicinare grandi e bambini ad uno stile di vita alimentare il più possibile salutare, corretto ed ecologico attraverso l’esperienza diretta, immediata e manuale della gestione quotidiana dell’orticello. Seminare, annaffiare, pulire e curare, giorno dopo giorno, l’orto sono infatti azioni necessarie per ottenere il risultato della “raccolta” dei frutti, e soprattutto per una crescita consapevole del consumatore del domani ed una migliore conoscenza di se stessi. Il kit è costituito da bancali in legno di misura standard 60cmX40cm ed è fornito di terriccio certificato bio, humus per fertilizzare, telo anti alga, piantine o semi a seconda dell’occorrenza, ma anche di attrezzature e materiali necessari con le immancabili istruzioni per la coltivazione.

Salvatore Satanassi a Quarto di Sarsina in provincia di Forlì-Cesena, invece, è un bravissimo agrierborista. La sua azienda nasce nel 1992 per realizzare l’idea di coltivare, raccogliere e trasformare piante medicinali per il benessere, la salute e la bellezza lavorando in armonia con le leggi della natura. Oggi nella sua azienda Salvatore produce circa 250 specie di piante officinali e aromatiche con cui vengono preparati oltre 1000 manufatti erboristici di qualità. In contemporanea alle erbe officinali Salvatore pianta anche tanti alberi non solo validissimi per lenire e bonificare il paesaggio e l’ambiente, ma anche per utilizzare le gemme dei loro frutti per ottenere molti macerati glicerici. E ancora Daniele Mandarello nel Lazio ha finalmente realizzato il proprio sogno rispolverando un antico mestiere che oggi sta ritornando prepotentemente di moda, quello del potatore. Un lavoro estremamente importante – sottolinea la Coldiretti – perchè un taglio sbagliato può portare l’albero all’inattività anche per un paio d’anni. Il compito del potatore, infatti quello di intervenire con particolari tagli sulla pianta per poter garantire le migliori condizioni per lo sviluppo vegetativo e la produzione, ma un aspetto importante risiede anche nella cura e nell’estetica delle piante, soprattutto quando al potatore viene affidata la cura e la gestione di parchi e giardini dove spesso occorre lavorare in base a criteri estetici. Un altro impegno che attende i potatori, soprattutto quelli con più anni di esperienza, all’interno delle aziende e dei parchi è quello dell’innestatura. Per svolgere la professione di potatore – afferma la Coldiretti – non è richiesto un titolo di studio specifico, occorre frequentare un corso di formazione professionale e affiancare un potatore esperto mentre lavora.

E infine Pasquale Polosa in Basilicata ha deciso di intraprendere una nuova strada e di coltivare canapa a fini alimentari. Dalla spremitura a freddo del seme ricava olio e farina, dalla trasformazione della farina diversi prodotti, dai biscotti al pane, dalla pasta al cioccolato e altro ancora. Le proprietà benefiche e i benefici per la salute dell’uomo derivanti dalla canapa, dall’olio e dalla farina che se ne ricavano, del resto, sono state riconosciute dal Ministero della Salute, dall’OMS e da numerose ricerche che hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego dell’olio di semi di canapa in funzione preventiva per la salute. Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono anche proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. Si tratta – conclude la Coldiretti – solo di alcuni esempi dei nuovi lavori anticrisi che ridanno coraggio ed entusiasmo a tanti giovani che hanno il desiderio di non arrendersi, di farcela e tanta voglia di trasformare le loro passioni in vere attività imprenditoriali.

fonte: alternativasostenibile.it

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