Focus sull’offerta formativa delle regioni Italiane

11 02 2014

ImageSono 40 mila i corsi della formazione professionale regionale finanziati con fondi pubblici. E’ quanto emerge dall’Indagine campionaria sull’Offerta di Formazione Professionale (OFP) 2012, realizzata dall’Isfol.

L’utenza complessiva ammonta a circa 670 mila allievi ed in media ogni struttura formativa ha erogato 17 corsi in un anno, coinvolgendo in totale 280 unità. La maggior parte delle strutture che ha realizzato percorsi finanziati con fondi pubblici ha erogato corsi aventi come contenuto principale l’informatica di base (37,4%) e a seguire corsi relativi ai temi della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro (29,1%).

L’accesso ai fondi pubblici è stato particolarmente elevato da parte delle strutture dislocate nel nord est (70,9%), mentre la percentuale più bassa si registra nel nord ovest (59,3%).

Relativamente agli allievi, il profilo socio-demografico di chi ha partecipato a corsi finanziati con fondi pubblici mostra una leggera prevalenza dell’utenza femminile su quella maschile e una netta prevalenza delle classi di età giovanili (18-34 anni) rispetto ad una presenza residuale delle classi over 50. I non occupati rappresentano quasi il doppio rispetto agli occupati, con un valore massimo espresso nel Sud.

Dall’indagine realizzata appare chiaramente come la crisi economica abbia prodotto effetti molto negativi nel sistema della formazione professionale negli ultimi anni, in particolare a causa della riduzione dei finanziamenti pubblici (58,6%) e del ritardo nell’erogazione dei finanziamenti disponibili (48,2%). Effetti negativi che si sono manifestati in tutte le aree del paese, anche se la riduzione dei finanziamenti sembrerebbe avere influito maggiormente sulle strutture dislocate nel Nord Est (77,8%), mentre i ritardi nell’erogazione dei finanziamenti si sono registrati tra quelle meridionali (58,3%). A fronte di ciò, le strategie di contrasto adottate dagli organismi sono state piuttosto diversificate ma comunque caratterizzate dalla ricerca di un maggiore ampliamento e differenziazione dell’offerta, con una ricerca di nuovi mercati avviata nel 64,7% dei casi e dall’ampliamento delle reti territoriali nel 45,7%. L’introduzione di innovazioni tecnologiche-organizzative è stata attivata in circa il 25% dei casi, mentre la ricerca o accesso a fonti di finanziamento specifico anti-crisi e l’aggiornamento e riqualificazione del personale hanno riguardato il 22% dei casi, seguito infine dall’attivazione/ampliamento di reti extraterritoriali.

fonte: isfol.it

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